Poiché il kibinago (Spratelloides gracilis) si deteriora facilmente, un tempo era una specialità regionale consumata principalmente nelle zone in cui veniva pescato. Nella prefettura di Kagoshima, in particolare, si è sviluppata una cultura culinaria incentrata sul consumo del kibinago sotto forma di sashimi e sushi. Negli ultimi anni, grazie ai progressi nella tecnologia dei trasporti, è diventato possibile gustare il kibinago fresco anche nelle grandi città lontane dalle zone di pesca.
Uno dei modi più rappresentativi per gustarlo a Kagoshima è proprio come sashimi. Il “kikka-zukuri”, in cui il kibinago sfilettato a mano viene disposto in modo da ricreare la forma di un fiore di crisantemo, è particolarmente apprezzato per il suo aspetto elegante. Il kibinago ha una consistenza unica e il suo sapore delicato è accompagnato da una sottile nota amarognola. A Kagoshima viene spesso servito con miso aromatizzato all’aceto o salsa di soia allo zenzero, che ne esaltano il sapore delicato.
Sebbene non sia un pesce che si vede comunemente nei ristoranti di sushi a Tokyo, il kibinago fresco è ora occasionalmente disponibile. Se vi capita di trovarlo in un ristorante di sushi, provatelo: è un’ottima occasione per scoprire un assaggio della cultura culinaria che si è sviluppata nella sua regione d’origine.
*Nell'elenco delle denominazioni commerciali dei pesci del 2025 redatto dal governo italiano, per la specie Spratelloides gracilis è indicato il nome Spratto indopacifico. Tuttavia, il nome scientifico dello Spratto indopacifico è Corica soborna e tale denominazione non è utilizzabile.“Spratto snello” è un neologismo derivante dalla traduzione in italiano del nome inglese “Slender sprat”.
(Data di revisione: 24 settembre 2026)
Kagoshima Kochi Nagasaki